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venerdì 20 aprile 2012

Su Grillo

Notavo una cosa: quando Grillo dice "i partiti" (loro dei partiti, loro, ecc..) li definisce esattamente come una categoria chiusa a suo dire. Poi però, nel suo linguaggio, raramente fuoriesce dal "noi del movimento". Questo mi suggerisce che ha chiaramente in mente la volontà di creare una classe chiusa e delimitata "ai suoi"; non certo partecipare alla discussione che riguarda le vite e il futuro di tutti noi. Se realmente Grillo riconoscesse limiti ai partiti, non userebbe un linguaggio che ci suggerisce implicitamente il fatto che adesso sta creando il suo preciso partito personale.


La fetta di percentuale che attribuisce voti al Movimento 5 Stelle e a Grillo che è il proprietario del marchio del movimento, è costituita da chi crede che con la bacchetta magica si possano risolvere problemi importanti che riguardano anche l'aspetto culturale e civile di questo paese. A me hanno sempre insegnato a diffidare da chi paventa magie e promette rapidi cambiamenti. Il cambiamento vero è sempre lento, profondo e perciò frutto del confronto, condiviso e democratico.


Vito Ballarino

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