La bassezza del programma culturale offerto da questa amministrazione per la città di Andria denota l'idea di cultura che hanno: ci vogliono tutti come modelli e veline e non come cittadini pensanti. Scambiano la parola cultura con la parola intrattenimento e ci propongono Marco Carta mentre a Barletta in programma ci sono alcuni dei festival più importanti della Puglia, a Trani il Maestro Ludovico Einaudi, a Bisceglie Franco Battiato e a Molfetta Vinicio Capossela. Questa è una violenza sociale e un abuso verso la nostra città.
Certo, nel programma sono inserite progettualità importanti che però sono riuscite a crescere nel tempo nel tessuto cittadino e che quindi sono già presenti da anni e non inserite da chi, invece professava cambiamenti epocali prima e dopo le elezioni.
Io credo, invece, si possa organizzare attorno alla cultra un comparto produttivo che oltre a creare indotto economico, occupazione per tanti giovani talenti e turismo permetterebbe di accrescere senso civico, partecipazione e civiltà.
E' questo il vero potere della cultura che non deve essere scambiata e confusa con l'intrattenimento.
Qualcuno dirà che è impossibile: io invece dico che si può fare.
L'abbiamo imparato dalla Roma di Fellini o dalla Bologna del teatro e degli spazi pubblici messi a disposizione della cittadinanza, dei giovani, degli artisti emergenti e dei grandi artisti in modo da creare anche apprendimento e formazione.
E' questo il ruolo della politica. Non accontentare ma dare una direzione. Tracciare un cammino di sviluppo.
La cultura può produrre mestieri buoni e civiltà.
Vito Ballarino
"Un popolo senza teatro è un popolo morto" (G.Lorca)

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