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venerdì 22 luglio 2011

L'aumento della TARSU e la mancanza di indirizzo politico

Non è molto difficile immaginare che certe scelte, applicate dalla classe politica in un periodo di grande difficoltà per i cittadini, possano portare all'esasperazone e all'inasprimento di alcuni comportamenti. Dovremmo saperlo tutti. Non certamente per giustificare l'esagerazione di atti violenti che purtroppo rischiano di rendere le giuste e condivisibili motivazioni che muovono le proteste errate nel modo. E così poi offriamo la possibilità a chi di mestiere fa l'incantatore di serpenti, di strumentalizzare, attaccare, demonizzare.
Esiste però uno sguardo che deve andare ben oltre tutto ciò. Non ignorando ma cercando di comprendere fino in fondo.
Siamo in Puglia. Precisamente nella neonata provincia di Barletta-Andria-Trani. Siamo nella città di Andria.
La città governata dal centro-destra uscito vittorioso alle ultime elezioni. Il centro-destra dallo sfondo celeste dei migliori anni di Forza Italia. Certo, non è lo stesso celeste ma la connessione è quella. Il centro-destra del: CAMBIARE.CAMBIA.CAMBIAMO: UNO NON VALE L'ALTRO. 
Lo ricordiamo tutti, no?
Un centro-destra berlusconista dove le poche anime "diverse" che probabilmente avevano percepito l'imminente tracollo dell'ideologia tutta berlusconiana, stentano a trovare spazio.
Un centro-destra che governa alla maniera tutta Tremontiana e che crede di poter sanare le problematiche di una città che conta più di 100.000 abitanti, applicando tagli su tagli.
E mai sia tagliare gli sprechi.
Allora sorge una domanda: dove si taglia e perchè?
Chiunque provasse a leggere l'attuale bilancio da poco approvato si troverebbe difronte ad un documento in cui è evidenta la totale mancanza di indirizzo politico.
E' così.
Gli investimenti riguardano la logica delle "grandi opere". Che poi siano utili o no, questo non occorre domandarselo. La strategia è: COSTRUIRE. COSTRUISCI.COSTRUIAMO.
E poi? Buio totale.

Emerge solo e soltanto l'aumento della TARSU del 42%, un costo scaricato tutto sui cittadini. E se qualcuno non paga? L'attuale amministrazione affida tutto ad EQUITALIA che può avvalersi della possibilità di pignorare beni per la mancata riscossione della tassa.

Secondo voi chi avrà maggiori difficoltà nel sostenere questo aumento in un periodo di crisi?
Disoccupati, lavoratori precari, famiglie con disagi economici e sociali.
Insomma, una ghigliottina per i ceti in difficoltà.

Qualcuno obbietterà: -"E gli altri comuni? Anche loro hanno aumentato la TARSU."
Le percentuali nella Provincia BAT sono queste: Andria +42%, Barletta +5%, Trani tariffa invariata

Insomma, la cecità di questo centro-destra è preoccupante sopratutto in questo periodo di forte crisi.
La polemica con il passato e con ciò che veniva "fatto prima" è sempre aperta. Ma ai cittadini poco interessa.
Loro hanno il diritto di poter vivere in un Comune che si occupi del presente e del futuro, programmando attività di investimento e comparti produttivi su cui investire per creare una ripartenza.


Ieri sotto il Palazzo di Città, alcuni manifestanti hanno urlato il proprio dissenso nei confronti del Sindaco e di queste scelte.
C'è un vento che corre. Corre e attraversa la città di Andria. Un vento che si gonfia.
Avevo dichiarato questo ieri dopo aver lasciato il sit-in che dal pomeriggio si protraeva fino alla sera sotto la sede comunale:

"I tumulti sotto il Comune di Andria sono il segno del disagio sociale e umano che di sfoga con tutta la forza possibile. Il dato politico è netto: lo spropositato aumento della TARSU è un atto di mattanza verso le classi sociali più deboli."
Confermo questa mia opinione preoccupato per ciò che accadrà in merito a questa situazione.

Mi pare assai interessante riportare qui l'opinione di Rossella Miracapillo del Movimento Consumatori:



Come Movimento Consumatori avevamo già lanciato l’allarme sulla non opportunità di forzare la tassa con l’aumento del 40% (che poi si è scoperto essere invece del 42%) prima che venisse approvato il bilancio , con un monito, che questa amministrazione ha voluto tacciare come atto di partigianeria e demagogia.
Per essere obiettivi e comprendere meglio il fenomeno di cui in città si discute da tempo, abbiamo svolto una indagine nelle città vicine Trani, che secondo un recentissimo sondaggio viene percepita come la città più pulita dei tre capoluoghi delle nostra provincia paga come Tarsu nel 2011 1,66 euro al mq, riconfermando il dato del 2010 senza aumenti. Barletta ha aumentato nel 2011 del 5% la tariffa del 2010 passando così da Euro 1,96 a mq a 2,058. Città in cui si sta ancora discutendo di un aumento consistente è Foggia che vorrebbe aumentare la Tarsu del 30-35% passando da 2,20 e a 2,85 euro a mq (valore massimo ma ancora in fase di negoziazione) In ogni caso l’aumento verrebbe applicato a partire dal 2012. Andria, invece ha scelto di portare la Tarsu da 1,60 del 2010 a 2,37 euro a mq con un incremento del 42% e a decorrenza immediata passando dalla tariffa più bassa a una delle più alte nel 2011.
Ma allora, come è possibile il peggioramento del servizio a fronte di un costo maggiore?. Infatti analizzando il servizio di raccolta dei rifiuti nel 2009  è costato diecimilioni novecento cinquanta euro a fronte di una introito con la tarsu di seimilioni e seicentomila euro. Nel 2011 si prevede un pagamento del servizio di raccolta, di undici milioni e novecentomila euro a fronte di un recupero con la tarsu ( aumentata a 2,37 a mq) di 10 milioni di euro. Stesso fornitore, costo maggiore, servizio decisamente peggiorato: cumuli di rifiuti specialmente nelle periferie, sensazione di svuotamento dei cassonetti a scacchiera nei vari quartieri, punti di raccolta costantemente sporchi.
Ancora più inquietante è pensare cosa aspetta gli andriesi nel 2012 e nel 2013: un nuovo appalto più oneroso e più efficienti, con la scelta di questa amministrazione secondo cui la Tarsu deve coprire il 100% del servizio appaltato , la tarsu lieviterà ancora più pesantemente fino a circa 3,44 euro al metro quadro. Perciò, nell’arco di tre anni, a prescindere dal numero di occupanti, un appartamento di 100 metri quadri ( garage, scantinati e ripostigli compresi) passerà da 167,00 euro + 23,38 euro di addizionali comunali e provinciali, a pagare nel 2013 344,00 euro + 48,16 euro di addizionali)”.
La città di Melpignano, città virtuosa pugliese del porta a porta, oggi paga 1,27 euro a metro quadro, mentre Salerno, città virtuosa del porta a porta nella devastata Campania, paga 2,37 euro al metro quadro più una quota fissa di 87,00 euro. Dunque in quest’ultimo caso un appartamento di 100 metri quadri costa 324,00 nel nostro costerebbe almeno 344,00. L’amministrazione continua a trincerarsi dietro la tesi che sarebbe un obbligo di legge per cui la Tarsu debba coprire il 100% dei costi di smaltimento rifiuti. La norma a cui si riferiscono, però è quella in cui il Comune avesse optato per la Tia. Il regime Tarsu lascia spazi alla discrezionalità della percentuale di copertura che non deve essere però inferiore al 70% del costo di gestione”.

(fonte: http://www.domaniandriese.it/wordpress/2011/07/tariffa-tarsu-dalla-piu-bassa-alla-piu-alta/)

Ancora una volta il segnale è chiaro: questo modello politico ed economico non funziona più.
C'è la stanchezza e la rabbia di chi non c'è la fa più. C'è una volontà politica cieca di questo centrodestra di scaricare sulle classi sociali più deboli oneri e costi. Non c'è indirizzo politico in quel bilancio che tuteli chi è colpito da questa crisi che appartiene alla modello decantato e condiviso da questo centrodestra. Così si scatena il dissenso e la rabbia che non è mai giustificabile se sfocia in violenza da nessuna delle parti. Ma questo è un segnale: che la politica esca dal palazzo e decida fra la gente.

Vito Ballarino 

 

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